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- L'interesse
Da anni si è venuto manifestando
un crescente interesse per il
ruolo ispiratore svolto, nei
confronti dei principali
movimenti artistici del nostro
secolo, da parte della cosiddetta
"arte primitiva",
considerata nel corretto
intendimento del termine, di
derivazione squisitamente
tecnologica ed utilizzata in
senso lato, non limitata, cioè ,
alle sole produzioni negro-africane
ed oceaniane, ma comprendente,
altresì, i frutti di culture
quali quelle precolombiane,
eskimo, degli indiani d'America
o, ancora, attinenti all'ambito
archeologico occidentale.
- E' da un tale
clima di interesse che sono
scaturite, sia in campo pubblico
che privato, iniziative
espositive consacrate
all'argomento, tra le quali
basterà ricordare 'Arts
primitifs dans les ateliers
d'artistes', Musée de l'Homme,
Paris, 1967 e le più recenti
'Resonances', Galerie Greub,
Basel, 1984 e ''Primitivism in
the 20th century art', The Museum
of Modern Art, New York, 1984.
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- La découverte
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- La decouverte
de l'art negre viene ormai
concordemente localizzata agli
inizi del secolo, in ambiente
parigino.
- Le opere
negre con le loro
semplificazioni dei piani, la
loro modificazione delle
proporzioni ed il particolare uso
del colore, appaiono
improvvisamente a sconvolgere un
ambito culturale in cui il
desiderio di rinnovamento
artistico era sentito, ormai,
come esigenza prioritaria ed
imprescindibile.
- Gaugin,
per primo, subisce il fascino
delle forme e dei colori che
l'arte oceaniana gli offriva, in
rottura con gli ormai agonizzanti
retaggi della cultura occidentale.
- La vera révélation
è quella avuta da Vlaminck,
nell'estate del 1905, in un caffé
di Argenteuil, nell'incontro
casuale con tre sculture
africane; da essa avrà inizio la
diffusione inarrestabile del
contagio che passando tramite Derain,
col quale Vlaminck divide
l'atelier di Chatou, arriverà
fino a Matisse, Picasso
e molti altri.
- Va comunque
precisato subito come
l'atteggiamento unanime di
interesse da parte di questi
artisti, nei confronti della
scultura africana, appaia
differentemente motivato
all'interno dei due principali
movimenti artistici che in quel
momento venivano formandosi: il
Fauvismo ed il
Cubismo.
- Il gruppo dei
primi (Vlaminck, Derain) portava
la sua attenzione prevalentemente
alle policromie, espressioni di
forza ed interpretazione di
sentimenti, in una visione
emozionale risultante dal
rapporto volume-densità del
colore, sino a giungere a
quell'aspetto "esotico"
che costituirà comune
denominatore con la visione degli
Espressionisti Tedeschi (Die
Brücke, Nolde, Kirchner, Schmidt-Rottluff).
- Per i cubisti (Picasso,
Braque, Gris) il peso
preponderante è invece assunto
dalla lezione formale che tali
produzioni suggeriscono, sul
piano plastico.
- Anche in Italia,
negli anni immediatamente
precedenti la prima guerra
mondiale, la consistente
migrazione di artisti verso
Parigi (Boccioni, Carrà,
Russolo, Severini) ebbe
come conseguenza diretta quella
di diffondere, al loro rientro in
patria, la ventata di novità e
di visioni 'rivoluzionarie' di
cui l'ambiente parigino era
intriso.
- Tra tutti, colui
che più chiaramente delineerà
la propria ricerca estetica in
tal senso, indirizzandola verso
ritmi e forme di derivazione
africana, risulterà essere
proprio quel Carlo Carrà che sul
piano teorico, in una sorta di
interna contraddizione, condannerà
sino al limite dell'invettiva, l'idiota
abberrazione di quelle
correnti che si erano legate
all'arte negra.
-
- La
scultura
-
- In quegli anni
l'influenza del primitivo, su
molti artisti, passa per il
tramite stesso della scultura. Brancusi
risente fortemente di
questo rapporto ed in un ambito
di generale superamento di un
ideale classico di bellezza,
trova realizzazione alle proprie
aspettative in quell'approccio
nuovo col lavoro, carico di
istintiva energia di cui 'Le
Baiser' (1910) incarnerà l'idea.
- Questo nuovo
rapporto, dalle tinte forti, non
lascerà indifferente Modigliani
che, lavorando a
contatto con Brancusi, assorbirà
tale capacità di sintesi
trasportandola tanto nella
propria attività scultorea
quanto in quella pittorica, con
risultati esaltanti.
- È innegabile
che la quasi totalità degli
scultori cubisti del tempo abbia
subito l'influenza dell'arte
negra.
- In 'Torse noir'
(1909) da molti considerato come
prima scultura cubista, Archipenko
pare voler proclamare,
manifestamente, tale sodalizio,
come farà Gargallo
col suo lavoro sulle maschere (1911-13)
ed ancora Lipchitz,
Zadkine e
Gonzales (che con i suoi
lavori in metallo ha aperto la
strada alla moderna scultura
metallica).
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- Vecchio
e nuovo continente
-
- Nel primo
decennio del secolo, analogamente
a quanto veniva definendosi in
Europa, l'interesse degli artisti
d'oltre oceano si risolve, sempre
più manifestamente, verso le
opere d'arte primitiva che musei
e gallerie avevano cominciato a
far conoscere ed a cui andavano
qui affiancandosi i prodotti
delle culture indo-americane.
- Le opere
diopinte da Hartley,
Weber e Storrs o
realizzate in scultura da Zorach,
Graham, Morris testimoniano,
inequivocabilmente, il peso che
un tale 'incontro' era destinato
ad avere.
- Passata la prima
guerra mondiale la grande eredità
lasciata dal ventennio precedente
viene, nel vecchio continente,
raccolta e sorprendentemente
rivalutata da Fernand Léger;
in lui il rapporto dapprima
equamente ripartito tra forma e
contenuto, viene progressivamente
privilegiando il secondo rispetto
al primo, culminando, nel 1923,
nella realizzazione dei costumi e
delle scene per il balletto
svedese 'La creazione del mondo'.
- In Klee
l'impatto con 'il primitivo'
rende l'artista caparbiamente
attento a ricercare in quel mondo
la sintesi di una nuova metrica
del segno, incredibilmente
vicina, per certi versi, alle
odierne soluzioni di un Harring o
di Penck.
- Quanto al peso
che l'arte primitiva ha rivestito
nella nascita e nello sviluppo
del Dadaismo e
del Surrealismo esso
nettamente differenziato a
seconda della personalità di
ogni singolo autore.
- In Marcel
Janco si legittima
tramite ciò il bisogno di
esplorare tecniche nuove (prime
forme d'arte 'di accumulazione')
mentre Man Ray la
adduce a pretesto di indagini
multidirezionali; nascono poi le
sintesi compositivo-formali di Masson,
le 'trasposizioni' di Max
Ernst ed ancora le
costruzioni totemiche di Lam
e la scomposizione simbologica di
Mirò.
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- Da Moore
in poi
-
- L'intenso
rapporto che ha legato all'arte
primitiva il grande scultore
inglese Henry Moore merita
una citazione a parte.
- Probabilmente,
nessun altro artista del nostro
secolo ha avuto una così
immediata ed acuta capacità di
comprendere quella lontana
lezione formale riuscendo poi ad
eleggerla, tramite una sintesi
particolarissima e
personalissima, a testimone del
nostro tempo.
- Forme umane o
astratte, quelle di Moore, che si
presentano a noi
sorprendentemente innovatrici pur
scaturendo, e qui sta il vero
paradosso, da idee captate
dall'urlo lontano di oscure
foreste.
- Con l'Espressionismo
Astratto, di
Pollok e compagni, che
attinge dall'arte primitiva,
intesa nella sua più vasta
accezione, apriamo ora la porta
sul breve cammino (inteso in
termini cronologici) che ci
separa dall'arte d'oggi e lungo
il quale cercheremo di
focalizzare, molto concisamente,
secondo l'ottica prefissata, ora
le principali personalità
artistiche, ora le diverse
correnti.
- L'influsso del
'gusto' scaturito
dall'apprezzamento dell'arte
primitiva (la patina, le cromie
crostose, l'aggiunta di materiali
eterogenei in maschere e feticci)
ha innegabilmente ingenerato, su
artisti di estrazione molto
eterogenea (Burri, Baj, César,
Tapies, Mirko, Arman) ed
in tempi diversi, uno spostamento
di interesse in direzione di una
preminenza della materia quale
ragione principale ed in alcuni
casi unica dell'opera (Arte
materica).
- Tra gli altri
importanti momenti dell'arte
contemporanea che appaiono
intensamente legati alla sintesi
del primitivismo non possiamo
certo dimenticare la genesi del Gruppo
Cobra (Jorn, Appel,
Corneille, Alechinsky), l'opera
composita di Jean
Dubuffet, il nucleo
culturale da cui è scaturita
l'arte ecologica (Land
Art, Earth Art) ed
ancora più vicino a noi
l'avvento del Postmoderno
almeno in artisti quali Penk,
Baselitz, Harring, Brown.
Conclusioni
Il taglio
particolarmente conciso che è stato
attribuito alla trattazione di una
materia così composita è stato scelto
deliberatamente allo scopo unico di
sollecitare da parte del lettore un moto
di curiosità e di interesse che
un'indagine più approfonditamente
ponderosa avrebbe, a mio avviso,
rischiato di scoraggiare.
3ai saggi
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1.
- Maschera
di danza zoo-
- antropomorfa.
- Kran
- Liberia.
- H. cm.
34.

2.
- Figura
femminile 'gorobolo tugu'.
Senufo del Nord - Mali.
H. cm. 28,5.

- 3.
- Maschera
'da corsa'.
Dan Settentrionali- Costa D'Avorio.
H. cm. 21,5.

- 4.
- Figura
femminile 'blolo bla', la sposa
dell'aldilà.
Baulè - Costa d'Avorio, Regione di
Dimbokro.
H. cm. 37.
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